Sunday, July 26, 2009

Non li avete uccisi. Post Scriptum.

NON LI AVETE UCCISI. POST SCRIPTUM.

PROLOGUE


If Borsellino (as personifying all the murdered magistrates and policemen) [*] embodies the best of italian society, the most respectable and honorable man; Berlusconi represents the worst. Borsellino dedicated his life to fight the mafia; Berlusconi used his links with it to become richer. Borsellino risked his life for the truth; Berlusconi used all his power to hide the truth. Borsellino died for defending the law; Berlusconi has created his own law to avoid paying for his crimes.

Borsellino is dead and Berlusconi is still president. But, like Falcone said that "The mafia is a human phenomenon and like all human phenomena it has one beginning, and evolution, and will have an end"; the age of Berlusconi too will have an end.

What is at stake now is not longer one Governement, not even freedom nor truth; what is at stake is all moral of our civilization.


BORSELLINO AND BERLUSCONI'S LINK WITH COSA NOSTRA


In one of his last interviews, on May 21, 1992, Paolo Borsellino was asked about the relations between the mafia and important businessmes, including Silvio Berlusconi [*]. This interview has never been broadcasted complete in the italian TV. He confirms the links between Marcello Dell'Utri and Vittorio Mangano with the mafia. Both were near to Berlusconi. One was his right hand, and cofounder of Forza Italia, Silvio Berlusconi's party [*]. The other was officially his stable keeper; his real job was to be his contact with his mafiosi associates [*]. Dell'Utri had been condemned to nine years for asociazione mafiosa; and Manganno for homicide and traficking.







Berlusconi and Dell'Utri


These same two men (Dell'Utri and Mangano) were described by Silvio Berlusconi as 'heroes'.







Transcription of excerpts of the interview of Paolo Borsellino, May 21, 1992:


Borsellino: Vittorio Mangano l'ho conosciuto anche in un periodo antecedente al maxi-processo e precisamente negli anni fra il 1975 e il 1980, ricordo di aver istruito un procedimento che riguardava delle estorsioni fatte a carico di talune cliniche private palermitane.

(sospensione per una telefonata ricevuta) Vittorio Mangano fu indicato sia da Buscetta che da Contorno come "uomo d'onore" appartenente a Cosa Nostra.

Giornalista:
"Uomo d'onore" di che famiglia?

Borsellino: Uomo d'onore della famiglia di Pippo Calò , cioè del....di quel personaggio capo della famiglia di Porta Nuova, famiglia alla quale originariamente faceva parte lo stesso Buscetta. Si accertò che Vittorio Mangano, ma questo già risultava dal procedimento precedente che avevo istruito io e risultava altresì dal....da un procedimento cosiddetto procedimento Spatola, che Falcone aveva istruito negli anni immediatamente precedenti al maxi-processo, che Vittorio Mangano risiedeva abitualmente a Milano, città da dove , come risultò da numerose intercettazioni telefoniche, costituiva un terminale del traffico di droga che....dei traffici di droga che conducevano le famiglie palermitane.

Giornalista:
E questo Mangano Vittorio faceva traffico di droga a Milano?

Borsellino: Il Mangano di droga....eh.... Vittorio Mangano, se ci vogliamo limitare a quelle che furono le emergenze probatorie più importanti, risulta l'interlocutore di una telefonata intercorsa fra Milano e Palermo, nel corso della quale lui, conversando con altro personaggio delle famiglie mafiose palermitane, preannuncia o tratta l'arrivo di una partita di eroina chiamata alternativamente secondo il linguaggio convenzionale che si usa nelle intercettazioni telefoniche come "magliette" o "cavalli".

Giornalista: Comunque lei in quanto esperto, lei può dire che quando Mangano parla di "cavalli" al telefono vuol dire droga?

Borsellino: Sì, tra l'altro questa tesi dei "cavalli" che vogliono dire droga, è una tesi che fu asseverata alla nostra ordinanza istruttoria e che poi fu accolta al dibattimento, tant'è che Mangano fu condannato al dibattimento del maxi-processo per traffico di droga .

Giornalista: Dell'Utri non c'entra in questa storia?

Borsellino: Dell'Utri non è stato imputato del maxi-processo per quanto io ne ricordi, so che esistono indagini che lo riguardano e che riguardano insieme Mangano.

Giornalista: A Palermo?

Borsellino: Si, credo che ci sia un'indagine che attualmente è a Palermo con il vecchio rito processuale nelle mani del giudice istruttore, ma non ne conosco i particolari.

Giornalista: Marcello Dell'Utri o Alberto Dell'Utri?

Borsellino: Non ne conosco i particolari, (consulta delle carte, che aveva dinanzi sulla scrivania) potrei consultare avendo preso qualche appunto, cioè si parla di.... Dell'Utri Marcello e Alberto, entrambi.

Giornalista: I fratelli?

Borsellino: Sì.

Giornalista:
Quelli della Publitalia?

Borsellino: Sì.

Giornalista
Mangano era un "pesce pilota"?

Borsellino: Sì, guardi....le posso dire che era uno di quei personaggi che ecco.... erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord-Italia.

Giornalista: Si è detto che ha lavorato per Berlusconi ?

Borsellino: (lungo sospiro) Non le saprei dire in proposito o...anche se ....dico....debbo far presente che....come magistrato ho una certa ritrosia a dire le cose di cui non sono certo, poiché ci sono....so che ci sono addirittura ancora delle indagini in corso in proposito , per le quali....non conosco addirittura quali degli atti siano ormai conosciuti, ostensibili e quali debbono rimanere segreti. Questa vicenda che riguarderebbe suoi rapporti con Berlusconi , è una vicenda che la ricordi o non la ricordi, comunque è una vicenda che non mi appartiene, non sono io il magistrato che se ne occupa quindi non mi sento autorizzato a dirle nulla.

Giornalista: C'è un'inchiesta ancora aperta?

Borsellino: So che c'è un'inchiesta ancora aperta.

Giornalista: Su Mangano e Berlusconi a Palermo?

Borsellino: Sì.

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